Sonnambulismo nei bambini

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Il sonnambulismo è un disturbo del sonno che spesso colpisce i bambini. Si tratta di un parziale risveglio durante una fase di sonno profondo priva di sogni. E’ quindi completamente errata la credenza popolare che i sonnambuli stiano mimando un sogno.

A differenza degli adulti, i bambini arrivano a stadi di sonno particolarmente profondi. Talvolta, proprio per questa ragione, faticano ad uscirne per entrare nello stato di veglia.Rimangono a metà strada, tra il sonno e la coscienza.

Come si manifesta il sonnambulismo infantile

Normalmente il fenomeno appare 1-4 ore dopo che il bambini si è addormentato, perché è durante questa prima fase della notte che si concentrano i periodi di sonno profondo. Il sonnambulo si muove goffamente, ma riesce perfino a fare le scale e a evitare i mobili che trova sul suo percorso. Chiude e apre cassetti, porte e perfino il frigorifero, da cui si serve liberamente; va in bagno o decide di fare la pipì in un angolo della stanza. In genere gli occhi sono aperti, ma fissi, e il viso è privo di espressione.

Se interrogato, risponde spesso a monosillabi, ma anche con frasi brevi e logiche.
Il mattino dopo il sonnambulo non ricorda nulla. Non è quindi utile né consigliabile porgli domande per cercare di capire che cosa sia successo. L’unico risultato sarebbe quello di farlo sentire a disagio, con il rischio di insinuare nella sua mente che non sia capace di controllarsi.

Nonostante tutto, se il sonnambulismo si manifesta tra i 3 e i 7 anni, è considerato assolutamente normale, causato da una condizione di assestamento del sistema nervoso centrale.

Cause del sonnambulismo nei bambini

Una della cause più frequenti del sonnambulismo è la fatica. La risposta dell’organismo alla mancanza di riposo è una sovrapproduzione dell’ormone adrenalina e del neurotrasmettitore noradrenalina, le sostanze stimolanti che combattono la fatica e sconvolgono gli schemi del sonno. C’è quindi il rischio che il bambino prolunghi il tempo trascorso nelle fasi di sonno profondo, aumentando in tal modo le probabilità di fenomeni di sonnambulismo.
Forti emozioni possono produrre lo stesso effetto.

In alcuni casi, all’origine del sonnambulismo può esserci l’assunzione di farmaci.
Anche l’ereditarietà gioca un ruolo importante. Le probabilità di essere sonnambuli aumentano se uno o entrambi i genitori lo erano da piccoli.

Come comportarsi

Molti esperti consigliano di non svegliare mai il sonnambulo, ma la direttiva non è così rigida.
c’è chi invece sostiene che sia bene svegliare il bambino per interrompere il sonno e offrirgli la possibilità di iniziare un altro ciclo. Comunque, svegliare un sonnambulo, non è mai impresa facile. Il suo sonno è particolarmente tenace, il modo migliore per farlo è pronunciare il uso nome con calma finchè si sveglia.

La preoccupazione principale deve essere quella di garantire la sicurezza del bambino, impedendogli di farsi male. Quando il piccolo si alza, stategli vicino per controllare che non si metta in una situazione rischiosa. A questo scopo molti genitori attaccano un campanello alla porta della cameretta che li avvisi quando il bambino si alza ed esce dalla stanza. Di grande importanza è inoltre eliminare dalla sua portata qualsiasi oggetto che possa in qualche modo costituire un potenziale pericolo.

E’ importante che il bambino abbia ritmi di sonno regolari, in modo che non accumuli stanchezza eccessiva. Se i sonnellini pomeridiani sono già stati aboliti perché il bambino è grandicello, può essere necessario ripristinarli.
Verso i 7-8 anni il sonnambulismo scompare senza necessità di ricorrere ad alcun intervento medico. Solo nel caso in cui il bambino sia particolarmente agitato e incontrollabile, è consigliabile rivolgersi ad uno specialista.

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