Combattere l’ansia: Considerazioni sull’uso dei farmaci

Troppo spesso si fa ricorso ai farmaci per curare i disturbi d’ansia.

I farmaci ansiolitici, agiscono sul sistema nervoso inibendo solo quelli che sono i sintomi dell’ansia ma non sono in grado di agire sulle cause dell’ansia che sono in realtà le dirette responsabili di quello che percepiamo.

Attenuare i sintomi non significa sconfiggere l’ansia ma semplicemente fornire un sollievo passeggero che andrà a placare l’intensità degli attacchi di ansia e ma non risulterà mai essere una soluzione definitiva al problema.

Tipi di farmaci utilizzati per curare l’ansia e le crisi di panico.

ansia farmaciI farmaci più comunemente prescritti per combattere gli stati d’ansia sono le benzodiazepine, gli antistaminici o i beta-bloccanti, più comunemente facenti parte della categoria degli “ansiolitici”.

Alcuni esempi possono essere: Diazepan, Valium, Xanax, Tavor, Ansiolin, ecc. ecc.

Questi tipi di farmaci vanno ad agire su alcuni recettori del nostro cervello inibendo la produzione di quelle sostanze che ci fanno avvertire la paura, il panico o l’ansia.

Il problema più grande legato all’assunzione di queste sostanze è un elevato pericolo di assuefazione con conseguente calo anche dell’efficacia del farmaco stesso sui sintomi dell’ansia.

Ci si ritrova dipendenti da una sostanza senza che essa fornisca un reale beneficio nella risoluzione definitiva del problema.

Si sente parlare troppo spesso in giro di persone stremate da anni di sofferenze e drogati da farmaci prescritti incautamente per curare, ma che alla fine, non hanno curato proprio nulla.

Questa categoria di farmaci dovrebbe essere prescritta solo nel caso in cui le crisi d’ansia siano così gravi da interferire con le normali attività quotidiane, quando si riscontrano attacchi di panico frequenti e si presenta pertanto il rischio che l’ansia si trasformi in “depressione ansiosa cronica”.

Tale assunzione deve essere tenuta sotto controllo da un medico limitandone l’uso solo a casi di ansia grave o di stati d’ansia avanzati e comunque programmando una terapia dal principio progettata sulla diminuzione progressiva dell’uso di tali farmaci fino alla cessazione definitiva della loro somministrazione.

Chi usa questi tipi di farmaci per periodi di tempo molto elevati infatti, rischia con molta probabilità di diventarne dipendente senza che essi gli siano di reale utilità per vincere l’ansia e sconfiggere il problema definitivamente.

La logica conclusione è quindi quella di limitare il ricorso smodato all’uso di farmaci per superare l’ansia tentando di risolvere il problema in modo diverso,

Cercando delle soluzioni alternative che agiscano sulle cause dell’ansia e non sui sintomi, in modo da eliminare permanentemente il problema escludendo quelle soluzioni passeggere in grado di darci soltanto un sollievo momentaneo con il rischio concreto di diventarne addirittura schiavi per tutta la vita.

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